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Sarà inaugurato il 29 gennaio 2021 Salus Space, il centro di ospitalità, lavoro e welfare che sorge in via Malvezza 2/2 a Bologna. Un progetto di rigenerazione finanziato con 5 milioni di euro dall’Unione europea, attraverso il primo bando del programma Urban Innovative Actions, coordinato dal Comune di Bologna e di cui Open Group è partner.

Il percorso, partito nel 2017,  ha restituito alla città l’area dell’ex Villa Salus, nel quartiere Savena, abbandonata da tempo. Nel centro multifunzionale stanno prendendo vita abitazioni, laboratori artistici e artigianali, un teatro, un centro studi con postazioni di coworking, orti, un punto ristoro, spazi destinati ad attività ludiche e imprenditoriali.

Obiettivo del progetto è quello di sperimentare uno spazio multifunzionale aperto a tutti, in cui l’inclusione sociale di migranti e rifugiati si coniughi con una visione di welfare interculturale e di cittadinanza attiva, che abbia in sé le risorse per mantenersi e svilupparsi, lontano dai modelli assistenziali.La gestione collaborativa di Salus Space sarà affidata ad una Associazione Temporanea di Scopo formata da partner del progetto.

È un modello innovativo di governance, che prevede una assunzione di responsabilità nel concorso ai costi e ai rischi di gestione da parte dell’ATS,  affiancata nel suo lavoro da un Comitato di Indirizzo e di Monitoraggio che vedrà al suo interno rappresentanti di Comune, ASP Città di Bologna, partner di progetto insieme a rappresentanti degli abitanti e dei cittadini del territorio che hanno partecipato al lungo processo che ha dato vita a Salus Space.

Strumenti della gestione collaborativa saranno la Carta dei Valori e le Regole della Convivenza collaborativa, frutto di un percorso partecipato, svolto all’interno del progetto.Ora si apre la fase di costruzione della comunità degli abitanti, 80 persone, a cui si aggiungeranno gli ospiti della struttura ricettiva, dodici al massimo. Sarà una comunità composta secondo criteri di mix sociale, sostenibilità e motivazione, una comunità “mista” per età, origini e status sociale. Otto dei venti appartamenti saranno abitati in convenzione da richiedenti asilo o rifugiati (4 appartamenti – in convenzione con Siproimi e Diaconia valdese/corridoi umanitari), da studenti (2 appartamenti-convenzione con ErGO) e da quattro lavoratori di Salus Space, assunti dal gestore tra i partecipanti ai tirocini e ai corsi di formazione realizzati all’interno del progetto.

Gli abitanti degli altri dodici appartamenti saranno selezio­nati attraverso un avviso pubblico che sarà pubblicato nei prossimi giorni e da successivi collo­qui motivazionali e incontri di formazione alla vita di comunità.
Ciò significa che gli abitanti che verranno ad abitare nel complesso di Salus Space non dovranno sottoscrivere un contratto, bensì un “patto di convivenza collaborativa”, impegnandosi nei confronti del gestore e degli altri abitanti, oltre che a versare con regolarità il contributo per le spese, a aderire ai valori della comunità e a partecipare alla gestione dei servizi collaborativi previsti.  I patti siglati hanno carattere di temporaneità (12 mesi rinnovabili per altri 12).

Contemporaneamente all’ingresso degli abitanti si avvieranno le altre attività previste dal progetto, che dovranno contribuire alla sostenibilità economica, sociale ed ambientale di Salus Space nel suo insieme.

Un progetto fortemente innovativo, che affronta nuove sfide sociali combinando politiche pubbliche e imprenditorialità di carattere sociale in un’ottica inclusiva dei diversi soggetti coinvolti, capaci di apportare competenze specifiche.
Per sperimentare una partnership pubblico-privato-sociale che possa affrontare con nuove idee e soluzioni un contesto messo sotto stress da una crisi mai vissuta prima.

17 Novembre, 2020

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