Anche alcuni abitanti del Borgo Solidale San Francesco, gestito da Open Group, parteciperanno a “Un’Odissea in Valsamoggia”, lo spettacolo realizzato dal Teatro delle Ariette, che in Valsamoggia è attivo da tempo. L’idea è disegnare una nuova mappa dell’identità culturale della comunità attraverso la condivisione di un processo di creazione artistica. Il primo appuntamento è il 4 luglio a Monteveglio.

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La quarta edizione di “Territori da cucire”, il progetto che porta il teatro nei luoghi di vita e aggregazione sociale, è ispirata all’Odissea di Omero e prevede il coinvolgimento della comunità che è stata invitata a partecipare alla produzione dello spettacolo e della scenografia

Ecco come Redattore sociale ha raccontato l’iniziativa.

“L’obiettivo è raccontare la comunità che cambia – ha spiegato Saverio Minutolo della cooperativa sociale Open Group – L’invito a partecipare è stato esteso ai volontari di associazioni, ai cittadini residenti ma anche agli stranieri che vivono lì da poco tempo, intendendo con stranieri sia i comunitari che si sono trasferiti in uno dei comuni della Valsamoggia sia i richiedenti asilo accolti nelle strutture del territorio”.

Sono una quarantina le persone che hanno raccolto l’invito, tra cui anche alcuni ospiti di Borgo Solidale San Francesco, la struttura mista gestita da Open Group a Bazzano. “Al Borgo abbiamo 11 nuclei familiari, 8 neomaggiorenni accolti in progetti Sprar e un appartamento per adulti fragili seguiti dal Sert – ha spiegato Minutolo – Da un po’ di tempo abbiamo iniziato a ospitare richiedenti asilo e ci è sembrato molto utile e bello partecipare”. L’invito è stato accolto positivamente dagli ospiti del Borgo, “alcuni parteciperanno solo ad alcune serate, altri a tutte e cinque – continua Minutolo – Non tutti hanno ruoli da attore, qualcuno ha scelto di partecipare alla realizzazione delle scenografie”. Ma come precisa, “è possibile aggiungersi anche all’ultimo minuto, imparare la parte e buttarsi, è in linea con il teatro delle Ariette, fatto anche con la partecipazione del pubblico”. Lo spettacolo non si basa solo sul testo originale dell’Odissea ma anche su testi originali realizzati insieme ai partecipanti, “per questo molti passaggi non sono in italiano, ma in rumeno, arabo, albanese e le lingue di chi è stato coinvolto”.

Il primo appuntamento è per il 4 luglio nella piazza di Monteveglio con “La zattera di Odisseo”, si prosegue l’11 luglio in piazza a Savigno con “Odisseo-Nessuno”, il 18 in piazza a Castello di Serravalle (Castelletto) con “Scilla, Cariddi e le Sirene – Il ritorno”, il 25 luglio in piazza a Crespellano con “La gara dell’arco” e il primo agosto a Bazzano con “Lunga notte d’amore”, sempre in piazza. “L’Odissea è un patrimonio della nostra cultura e della nostra civiltà – spiega il Teatro delle Ariette – Costruire insieme uno spettacolo tratto dall’Odissea significa riflettere insieme sui suoi contenuti, farci le stesse domande che si fece Ulisse e cercare insieme risposte e soluzioni ai problemi che la vita ci impone. Ci aspettiamo che i partecipanti al progetto scoprano il piacere e la ricchezza di fare arte e cultura, soprattutto di farlo insieme, ci aspettiamo che scoprano che l’Odissea parla di noi, del nostro presente anche se viene da un tempo molto lontano e che ogni incontro con l’altro, ogni differenza e ogni scoperta secondo a costruire e arricchire la nostra identità”.

Nelle foto, prese dal sito del Teatro delle Ariette, l’inaugurazione del teatro nell’aprile 2017

29 giugno, 2018

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