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Il primo corso di laurea in terapia occupazionale in Siria, per supportare persone con disabilità in un contesto complesso, devastato dalla guerra e dalla pandemia. Si tratta del progetto della ong Armadilla, attiva nel paese dal 2004 per supportare famiglie con bambini disabili, istituito grazie all’accordo tra l’Università Manara di Latakia, nell’est della Siria, e l’Università di Modena e Reggio-Emilia.

Di questo abbiamo parlato durante il webinar “Prendersi cura, formarsi alla cura” a cui ha partecipato anche Open Group. Un’occasione per dialogare e per spiegare in che modo la connessione e lo scambio di competenze tra Italia e Siria può essere arricchente per entrambe le parti.

Uno scambio che per la nostra cooperativa è iniziato già qualche anno fa. Sempre insieme ad Armadilla e con l’associazione locale Zahret Al Madaen (Zam), abbiamo realizzato progetti per supportare minori, donne e persone con disabilità.

Il Centro Zam offre assistenza e servizi socio-sanitari alle categorie più vulnerabili della popolazione. Nel tempo, il centro è diventato un
riferimento territoriale importante nel campo della riabilitazione fisica e cognitiva dei bambini con disabilità, e nel campo sia della
formazione professionale per le donne, sia di interventi psicosociali destinati ad aumentarne il benessere emotivo.

Open Group è stata coinvolta nel percorso di formazione a distanza tra operatrici e operatori che lavorano con famiglie e bambini con disabilità.
“Si tratta di un percorso di confronto su pratiche, strategie e strumenti di lavoro – spiega Caterina Pozzi, vicepresidente di Open
Group –. Non siamo solo noi a insegnare a loro: impariamo davvero tanto, e torniamo a casa arricchiti. Nel momento in cui raccontiamo quello che facciamo sul nostro territorio, troviamo in chi ci sta davanti anche uno specchio di analisi e di rimessa in discussione del nostro operato, che a volte diamo un po’ per scontato. La Siria è un paese distrutto, dove c’è tutto da ricostruire. Ma, prima della guerra, il welfare pubblico era molto sviluppato. Oggi le associazioni locali continuano a essere garanti di un minimo di tenuta dei territori: come è successo da noi in pandemia, anche lì le associazioni hanno continuato, anche sotto i bombardamenti, la loro attività. A volte noi operatori ed educatori, se non abbiamo il setting perfetto, ci fermiamo pensando che non ci siano le condizioni per operare: conoscendo la storia di queste persone abbiamo imparato che non è così, che bisogna sempre trovare il modo per continuare a lavorare e supportare le persone, anche quando le condizioni sono molto avverse”.

La guerra ha sconvolto la vita del popolo siriano negli ultimi dieci anni e ha causato innumerevoli tragedie. Nonostante i conflitti siano ancora in corso, tuttavia, alcuni processi di riconciliazione, ancorché allo stato embrionale, si stanno diffondendo.

Ecco perché insieme ad Armadilla vorremmo stabilire un modello di sviluppo sostenibile che preveda la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni pubbliche e private italiane, nonché le organizzazioni siriane nel contesto dei programmi di cooperazione che la comunità internazionale promuove e sostiene.

Il corso di laurea dell’Università Manara di Latakia, di durata triennale, ha come focus la terapia occupazionale, detta anche ergoterapia, una disciplina riabilitativa che utilizza la valutazione e il trattamento concreto alfine di sviluppare, recuperare o mantenere le capacità della vita quotidiana e lavorativa delle persone con disabilità. Un altro obiettivo è quello di identificare e rimuovere il più possibile le barriere ambientali per aumentare l’autonomia e l’indipendenza delle persone disabili e la loro partecipazione alle attività quotidiane, lavorative e sociali. Il progetto prevede la visita di docenti italiani all’Università Manara per insegnamenti specifici, consulenza per l’ideazione di laboratori pratici e, nel futuro, lo scambio di studenti tra le due università.

14 Maggio, 2021

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