fbpx

Le biblioteche nel mese di maggio sono tornate a vivere e i nostri colleghi hanno aperto le porte a cittadine e cittadini, in sicurezza. Ma sicurezza significa anche tante limitazioni. E così nelle loro riflessioni, la gioia di tornare a incontrare i lettori-utenti convive con il dispiacere di non poter lasciare chi ama i libri girovagare tra gli scaffali alla ricerca del volume giusto.

Vi lasciamo ai loro racconti!

 

Ecco alcune impressioni dei nostri colleghi all’apertura della Biblioteca dei ragazzi Leontine di Sassuolo (MO), il 18 maggio 2020.

… da una parte l’emozione, la gioia, l’entusiasmo nel ritornare nel proprio luogo di lavoro così amato e di riprendere ciò che si era interrotto; dall’altra parte una sensazione di tristezza e di stretta al cuore nel vedere la biblioteca non più accessibile come era prima ma anzi ostacolata da transenne, gel disinfettanti e barriere di plexiglass.
Francesca

… mi è sembrato strano lavorare con una barriera tra me e l’utente, non permettere a una ragazza di scegliere da sola i libri… ll nostro mestiere di bibliotecarie deve cambiare, come è giusto che sia così in una situazione come questa, solo in questo modo si spera potremo tornare alla biblioteca “tradizionale ” a scaffale aperto come eravamo abituate a vedere e a vivere.
Erika

 

Ed ecco le impressioni delle colleghe della biblioteca degli adulti “Natale Cionini” di Sassuolo (MO)

È difficile vedere un luogo frequentato e “vivo” come la biblioteca Cionini così vuoto e “spento”. Il fatto di dover svolgere il proprio lavoro dietro a un pannello di plexiglass, indossando la mascherina e imponendo una permanenza breve al pubblico, temo creerà un distacco dalla biblioteca (non solo come luogo di studio, ma anche di svago e, in generale, di scambio) che sarà faticoso colmare.  Ci saranno nuovi ritmi e regole da seguire, che indubbiamente incideranno sul ruolo della biblioteca, ma spero non sulla voglia di perdersi tra le pagine di un libro.
Cristina

… l’odore di alcol, le mani appiccicose sotto i guanti, gli occhiali sempre appannati per colpa della mascherina e le sale chiuse mettono sotto gli occhi di tutti che c’è stata una grande rivoluzione. Per colpa di questa rivoluzione non si può girovagare per le sale, scorrere un dito tra i libri alla ricerca di un titolo speciale, incontrare per caso qualcuno che studia o cerca qualcosa di importante. Mi manca tutto questo e penso a che tesoro può esserci, nonostante tutto, tra gli scaffali di una biblioteca, per il suo rendere accessibili a tutti parole importanti, per il suo essere luogo di relazioni e pensieri condivisi, per il suo essere aperta e libera. Sì, ho detto aperta, perché tornerà ad esserlo davvero. Intanto, per me, non c’era posto migliore da cui ricominciare.
Margherita

Mi ha spezzato il cuore dover dire a chi lo chiedeva che non si poteva girare per la biblioteca. In un certo senso adesso tocca a noi “privare della libertà” gli utenti e questa cosa mi dispiace. Spero che tutto quello che io e le mie colleghe stiamo facendo per far ripartire la biblioteca venga apprezzato  soprattutto dagli utenti perché senza di loro una biblioteca non sarebbe tale. Andrà tutto bene.
Melania

Dispiacere nel vedere le persone entrare uno alla volta; un po’ timorose, un po’ deluse, alcune che apprendono nello stesso momento in cui entrano in biblioteca che non possono andare nelle stanze in autonomia e scegliere i propri libri come erano abituati e neanche toccarli con le proprie mani. Di fronte a questo una sensazione di impotenza perché non possiamo fare diversamente ma nello stesso tempo anche di felicità perché è stato bello tornare a consegnare libri e vedere le persone che ricambiano con un sorriso.
Gaia

 

La riapertura della biblioteca Lame-Cesare Malservisi di Bologna
Finalmente il 20 maggio la biblioteca apre! Siamo al lavoro dal 18, per preparare e prepararci; le misure di sicurezza sono molto rigorose, non possiamo accogliere i cittadini come eravamo abituati a fare, di fatto è tutto chiuso a parte il servizio di prestito, a cui si può accedere solo su prenotazione e per documenti già messi da parte. Lunedì arriviamo alle 8:30 e passiamo la giornata a rispondere al telefono: ci chiedono informazioni, ci vogliono salutare, molti sono già pronti con una lista di libri e dvd, tanti riportano quello che avevano a casa. Rivediamo alcuni dei nostri utenti storici, vedono porte e finestre aperte e passano per un saluto, tutti spettinati, tutti con la mascherina, ma sollevati di rivedere facce amiche e sorridenti. Alla fine lunedì registriamo 55 richieste di prestito, un numero imprecisato di mail e di telefonate (intorno alla trentesima ho perso il conto!). Cerchiamo di venire incontro a tutti, specie agli anziani che sentono molto la mancanza della passeggiata in biblioteca e delle chiacchiere con i bibliotecari per scegliere i libri: alcune telefonate durano anche più di mezzora, con noi che recuperiamo pile di libri e leggiamo le trame alle persone che attendono pazientemente al telefono. Le idee pian piano cominciano a germogliare, pensiamo a bibliografie che possano aiutare le persone e anche un po’ i bibliotecari. Mercoledì iniziano a venire le persone, sono tutti molto ordinati e consapevoli dello stato di emergenza, ma rivedere la biblioteca aperta è un segnale di speranza per tutti. Le telefonate diminuiscono, e anche le mail, comunque il bilancio a venerdì pomeriggio è di 177 prestiti, e manca ancora la giornata di sabato!
Lucia

 

Biblioteca Gentilucci, Istituto musicale Peri-Merulo di Reggio Emilia
Mercoledì 20 maggio, dopo quasi 3 mesi di chiusura, abbiamo parzialmente riaperto il servizio di prestito della biblioteca Gentilucci. Al momento il conservatorio (e conseguentemente la biblioteca) è accessibile solo per un numero limitato di persone: oltre al personale di segreteria possono accedere alla sede alcuni allievi e docenti, coinvolti nelle sessioni di laurea in corso in queste settimane. L’utenza (ad oggi solo interna alla scuola) non può accedere direttamente alla biblioteca, ma può contattarla e richiedere prestiti, che vengono lasciati in portineria per il ritiro. Nonostante le diverse modalità di movimento e i controlli (misurazione della febbre e dell’ossigenazione del sangue) a cui ci siamo tutti abituati nostro malgrado, rientrare in biblioteca è stato emozionante: una ripartenza con il sapore del primo giorno di scuola. Insieme con le emozioni del rientro ci aspettava nelle sale della biblioteca tutto il materiale che abbiamo catalogato da casa durante la chiusura, in attesa di essere etichettato e sistemato a scaffale.

Il lavoro da casa continuerà comunque ancora, perché in biblioteca può prestare servizio una sola di noi, senza compresenza.

Per concludere, è stato bello poter tornare a lavorare in sede e sentire di nuovo la musica risuonare per i corridoi del Peri.
Giovanna, Silvia, Federica, Francesca

X
Questo sito usa i cookie per offrirti la migliore esperienza possibile. Procedendo con la navigazione sul sito o scrollando la pagina, accetti implicitamente l'utilizzo dei cookie sul tuo dispositivo. Informativa sull'utilizzo dei cookie Accetto